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giovedì, 20 dicembre 2007 ore 08:34

Non ce la facevamo più, dovevamo andarcene. Avevamo resistito faticosamente all'anestesia collettiva che era scesa come una coltre di neve su tutto il Paese, avevamo speso studiando le energie e la fede che ci erano rimaste, convinti di trovare nei libri armi dialettiche e morali irreperibili altrove, avevamo lottato contro l'abitudine, l'intorpidimento mentale ed etico, la quotidianità alienante che portava ad una morte lenta, inesorabile e inconsapevole una massa informe di automi indistinguibili, ci eravamo opposti all'appiattimento, all'omologazione, al declassamento da esseri umani a utenti, consumatori, numeri, elettori. Ognuno di noi ci aveva provato, con pazienza e amore, coltivando il proprio giardino e, un passo alla volta, provando a contagiare quanti gli stessero intorno, prendendosi cura di quei piccoli spazi di libertà che erano rimasti. Tutto era stato inutile. Ogni manifestazione di apparente ribellione era stata fagocitata, inserita in un meccanismo di produzione e scambio, usata come alibi per dimostrare che si era liberi di fare qualsiasi cosa, anche di contestare. I sacerdoti della religione di stato, avidi e incontentabili, calpestavano quel poco che rimaneva della ragione, della tolleranza e del buon senso, approfittavano della credulità popolare e della furba condiscendenza di chi avrebbe dovuto tutelarci per innalzare coi nostri soldi templi faraonici a onore e gloria del loro sadico Dio e dei Suoi infiniti, stucchevoli intermediari. La politica girava intorno ad un unico partito di centro che ogni tanto si ramificava in piccole formazioni satellite, con finte elezioni formalmente democratiche: gli organi costituzionali ormai si limitavano a ratificare provvedimenti decisi altrove, nell'interesse del gruppo di pressione che di volta in volta alzava la voce. Lo stato sociale era stato smantellato: chi voleva studiare, curarsi, difendersi dal crimine doveva pagare. Chi non ce la faceva perdeva la dignità, la possibilità di costruirsi un futuro ed una famiglia. La funzione critica e di controllo degli organi di informazione era scomparsa: i quotidiani si occupavano di gossip e di sport, la televisione trasmetteva a tutte le ore partite di calcio, reality, trasmissioni in cui le troie di regime corteggiavano sculettando bellocci senza arte nè parte. Le trasmissioni di approfondimento si occupavano di delitti familiari, esasperando e solleticando la curiosità morbosa della platea televisiva per ottenerne l'acquiescenza su altri argomenti. Così voleva il regime. Chi poteva, andava via. Eravamo una quarantina in questo autobus, diretti verso il confine. Conoscevamo le lingue e potevamo scappare. Avevamo corrotto dei burocrati, venduto l'invendibile. Ci aspettavano università, centri di ricerca, studi professionali dove avremmo lavorato, città in cui avremmo vissuto da esuli, ma liberi. A pochi chilometri dalla frontiera, l'autobus rallentò. Un posto di blocco. Uomini in divisa, facce da carogne fasciste. Ci intimarono di scendere.

...

La mia stanza. L'abat-jour acceso. Tremo ancora, ma sono al sicuro. Fuori dall'incubo. T. mi guarda. - Tesoro, stai bene? Ti agitavi nel sonno, ti lamentavi.. -  Siamo entrambi nudi sotto le coperte. Abbiamo fatto l'amore prima di addormentarci. Non è bastato a farmi dormire tranquillo. Scosto il piumone. La nudità di T. mi eccita, adoro la linea dei suoi fianchi, il seno sodo, la pelle liscia e morbida, il suo profumo. T. che chiude gli occhi, reclina la testa all'indietro, geme, gode. La stringo a me, perchè senta il mio desiderio. Sorride. - Ma cosa diavolo sognavi? -  Quasi mi vergogno della mia risposta: - Stavo per fuggire dall'Italia e..-  T. scoppia a ridere. - E come mai eri finito lì? Amore, te la do io l'Italia..-

 

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Commenti
#1   20 Dicembre 2007 - 08:56
 
Che sogno realistico. Racchiuso tra due momenti di beatitudine. Poi ti alzi, esci...e ripiombi nel sogno.
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#2   20 Dicembre 2007 - 09:04
 
Biglietto pronto, che vengo pure io.
Prima di partire, mi sarei preso la libertà di minare random il territorio di Città del Vaticano.
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#3   20 Dicembre 2007 - 09:14
 
E' sempre bello passare da te....
non sei mai banale nè superficiale...
l'onirico della quotidianità è il nostro vero incubo... già!!!
A volte ci regaliamo meravigliosi momenti di evasione che ci fanno sentire davvero vivi e davvero felici...
In fondo fare l'amore è questo... essere liberi... per quegli attimi essere soli e nulla attorno... dimenticarsi del mondo che ci circonda...

se fossi con te, in questo momento, ti direi: touchèe

un bacio finnico
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#4   20 Dicembre 2007 - 09:45
 
Bellissimo post. Bellissimo davvero. Soprattutto l'ultima frase mi ha colpita. Sognare di scappare dalla merda che c'è intorno...viaggio di sola andata. Posti di blocco permettendo.
Baruli ha ragione. Non sei mai banale.
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#5   20 Dicembre 2007 - 09:51
 
Che bello questo post...non posso dire di più...ma lo trovo profondo e poetico...voglia di un contesto migliore, passione, amore.
Juls.
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#6   20 Dicembre 2007 - 10:00
 
la seconda parte è il vero sogno (degli anni '60)
utente anonimo

#7   20 Dicembre 2007 - 10:08
 
Il bello del finnico è che sa ascoltare (di solito!) e capire la profondità dell'animo femminile e maschile... siamo tutte persone desiderose di amore e passione...

Il finale, poi, è fantastico... è una coppia complice, con tanta voglia, sì, di fare l'amore ma anche di ridere e stare bene insieme a coccolarsi....

Poi se al finnico una riesce a dare l'Italia!!!!... (da quando in qua si chiama Italia?!!! hihihihihi)

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#8   20 Dicembre 2007 - 11:13
 
http://www.youtube.com/watch?v=WYEQ6jGYcCw
utente anonimo

#9   20 Dicembre 2007 - 16:03
 
TOP OF THE POPS

[..] Splinder (20/12/2007) Non ce la facevamo più, dovevamo andarcene. Avevamo resistito faticosamente all'anestesia collettiva che era scesa come una coltre di neve su tutto il Paese, avevamo speso studiando le energie e la fede che ci erano rimaste [..]
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#10   21 Dicembre 2007 - 01:19
 
...E lui che non ci degna di risposte...Mhmhmhm...Che i salmoni abbiano smesso di nuotare?
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#11   21 Dicembre 2007 - 08:01
 
@sevensisters
Chi disse che la vita è un sogno doveva passarsela molto bene..

@inetto
..non prima di avere messo in salvo i tesori dei Musei Vaticani e di averli nazionalizzati:-)

@baruli
grazie

@Tessy84
Banale o no, sarebbe già tanto diventare me. Grazie davvero.

@Juls82
E' così. Seneca diceva che non possiamo fuggire da noi stessi. Quello è un altro grosso problema:-)

@utente anonimo che mi segnalato la canzone di Gilberto Gil
hai capito tutto, sai già tutto

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#12   21 Dicembre 2007 - 08:29
 
L'amore può accogliere qualunque delirio o paura, basta dirgli le parole che ha già letto di suo.
L'amore ha questo vizio incorreggibile: vuole sentire le cose pronunciate, soprattutto le peggiori, soprattutto i deliri e gli incubi.
Dopo sa essere accoglienza vera.
utente anonimo

#13   21 Dicembre 2007 - 08:30
 
ops! qui sopra ho dimenticato di firmare
Irene
utente anonimo

#14   21 Dicembre 2007 - 14:54
 
Grazie Irene. Mi trovi decisamente impreparato sull'argomento. Benvenuta.
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#15   21 Dicembre 2007 - 15:32
 
Che bel post...eh...bravo bravo...(-_- zzzzzZZZZZzzzz)
Alla prima riga ho pensato "Miii...finalmente qualcosa di interessante da leggere..."(ronfronfronf)
Alla seconda ero già preda del racconto...
Alla terza sentivo la tensione emotiva crescere...
Alla quarta infattamente si è verificata l'esplosione...MA...non era la tensione emotiva...(indovina...)
Meno male che c'è il tuo blog in questa Valle di Pixel...
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#16   21 Dicembre 2007 - 17:23
 
sarà perchè credo nel coraggio di esserci per intero?
è un bel rischio e una bella scommessa e una bella e sanguigna lotta ma paga...poco ma benissimo
Irene
utente anonimo

#17   21 Dicembre 2007 - 17:28
 
Fernando Pessoa scrisse che il valore delle cose (dell'AMORE) non sta nel tempo che esse durano ma nell'intensità con cui succedono.

Per questo esistono
MOMENTI INDIMENTICABILI
COSE INSPIEGABILI
e
PERSONE INEGUAGLIABILI

...una dedica perfetta per te Maallinen
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#18   21 Dicembre 2007 - 18:11
 
...paranoicamente legata a questo tuo post mi sono pure tradotta la canzone segnalata dall'utente anonimo...

"Fuggiamo
da questo luogo
baby
dove vuoi tu
...
in qualche altro posto al sole
cielo azzurro
dove è il mio corpo nudo
unito al suo corpo nudo
...
fuggiamo!"

che voglia di scappare dalla quotidianità!!!! ghghgh

ah finnico non fare battutacce sulla traduzione pedissequamente letterale, ma come ben sai non sono portata per le lingue! hihihi
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#19   21 Dicembre 2007 - 21:32
 
Questo post supera tutti i tuoi post.Tu sei uno scrittore di razza nordico caro. Hai uno stile tagliente, ricco di una cultura raffinata e davvero Valerio, stasera ti chiamo per nome e mi spiace molto non sapere il tuo cognome, perchè queste scritture vanno firmate. Non nasconderti dietro a un nick:hai un talento da far barba e capelli a certi scrittorucoli epocali. Tela dò io l'italia...si fa per dire: Bravissimo....
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#20   21 Dicembre 2007 - 22:28
 
beh, detto da una scrittrice, scusate se è poco.. grazie
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#21   21 Dicembre 2007 - 22:34
 
p.s.
sto valerio non so neanche chi sia. qui dentro sono soltanto maallinen. nato a tampere, vivo a helsinki da alcuni anni. e basta.
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#22   21 Dicembre 2007 - 22:43
 
Aspettavo di leggere un tuo nuovo post...mi unisco ai consensi... portentoso maallinen!... non so chi tu sia, cosa faccia ... in ogni caso a te scrivere viene giù così... , in ogni caso semplicemente mi da soddisfazione essere capitata tra le tue righe elettroniche che mescolano lame affilate e flutti di sonno.

Poi ho pensato molto a Fahrenheit 451

Poi ho pensato a "Eravamo una quarantina in questo autobus, diretti verso il confine".
E non ho pensato al fatto che quel noi avesse "un me compresa"... umm non so, magari lo sognerò stanotte... e saprò tutto

o forse il sogno da sognare non era questo....
seeyou
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#23   22 Dicembre 2007 - 00:35
 
Già! Fahrenheit!
Mallinen e T. uniti immobili al centro del fermacarte di vetro...
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#24   26 Dicembre 2007 - 13:40
 
ehi, ti abbraccio e ti auguro buone feste.

bacio
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#25   27 Dicembre 2007 - 17:40
 
@bossa
è un'immagine carina, domanderò a T. che ne pensa..

@polverosaMente
auguri e un bacio anche a te
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#26   29 Dicembre 2007 - 10:39
 
Aaargh!
A distanza di una settimana mi sono resa conto di aver preso una cantonata! Nella mia mente Fahrenheit & 1984 sono associati in modo indissolubile, tanto che pensando al primo mi è venuto automatico citare il secondo. Il fermacarte di vetro è di Orwell.
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#27   02 Gennaio 2008 - 20:36
 
sono in crisi d'astinenzaaaaa!!!!
quando ci regali un nuovo post?

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#28   07 Gennaio 2008 - 18:44
 
Sei tornato? E quando aspettavi a dirmelo? :-)
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#29   10 Gennaio 2008 - 09:39
 
ah si te la do io l'Italia, il Bel paese....poi, a proposito di paese si sente spesso di donnini che l'hanno data a mezzo paese e uno si chiede come mai sta sempre nel mezzo che non l'ha avuta.

Per il resto, siamo in un eta' decadente, il tramonto dell'occidente blah blah blah.

Quando fini' la democrazia Ateniese (30 tiranni etc.) la gente si dedico' piu' alla famiglia, e la vita si sposto' dall'agora' alle case private.

Mi sembra che nel tuo post accada lo stesso.

Eppure la soluzione non sarebbe difficile: mandare tutti all'estero per un periodo maggiore di 15 giorni.

Poi, sapeno come si vive altrove si sarebbe piu' rispettosi del nostro paese, sarbbe piu' facile integrare gli immigrati e anziche' dedicarsi alle cazzate gossippare si chiedrebbero a gran voce diritti e liberta' che ora sono presenti solo in modo apparente.
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#30   12 Gennaio 2008 - 22:38
 
@Falloppio
gli italiani delegano il potere alle persone sbagliate e le lasciano fare impunemente, ritenendo il loro compito esaurito al momento del voto. anni fa il mio post sarebbe stato definito "disfattista". non ho considerato le ultime righe come un ripiegamento nel privato (ma potrebbe essere un'idea).
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#31   17 Gennaio 2008 - 12:50
 
fare l'amore

per sconfiggere il tempo
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#32   21 Gennaio 2008 - 08:57
 
@zenja
..ma anche per farselo amico
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#33   14 Aprile 2008 - 16:34
 
Potremmo già mischiare i colori. Rimanendo.
Grazie.

clelia
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