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venerdì, 16 novembre 2007 ore 20:12

Gentili Signore della blogosfera, non sono insensibile alle vostre lamentele sulla pochezza del genere maschile. Questi bipedi umanoidi aleggiano nei vostri blog come castighi divini, infauste presenze (o assenze), calamità naturali, scalogne, disgrazie. Non mi riferisco, sia chiaro, a delinquenti da codice penale, individui degni di marcire nelle patrie galere, ma agli anti-eroi della mediocrità quotidiana, sui quali ha ironizzato Vecchioni: "Sogniamo poco, sogniamo sogni così così; abbiamo nonne, abbiamo mamme così così e quasi sempre sposiamo mogli così così, se ci riusciamo facciamo figli così così; abbiamo tutti le stesse facce così così; viaggiamo poco, vediamo posti così così ed ogni sera ci ritroviamo così così. Signor giudice, noi siamo quel che siamo..".

Leonardo Sciascia ha reso celebre un'antica ripartizione in uomini, mezzi uomini, ominicchi e quacquaraquà. La maggior parte dei maschi che hanno infestato le vostre vite - e quel poco di buono del sottoscritto non fa certo eccezione - con ogni evidenza fluttua ingloriosamente fra le ultime tre categorie, con rare e brevissime apparizioni nella prima, comparsate poco memorabili da attori non protagonisti. E gli Uomini? Uomini che rimangano tali ad ogni ora del giorno e della notte, nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia? Dove sono finiti? Ve lo domandate spesso, scambiandovi sguardi solidali oppure alzando gli occhi al cielo, nell'illusoria speranza di un intervento divino o di una più prosaica botta di fortuna. Azzardo una risposta: sono tra le braccia di donne affascinanti e spiritose. Più di voi, pare.

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Categorie: ira funesta delle cagnette |commenti (50)

 

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