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venerdì, 02 novembre 2007 ore 19:56

Non conosco con precisione la dose di ottimismo, cinismo o propensione al masochismo necessaria per superare indenni la lettura di un quotidiano. Per quanto a volte dannosa per la salute, nociva per il sistema nervoso, debilitante per i neuroni, continuo a ritenerla un'attività meno ansiogena e sconfortante della visione dei telegiornali italiani. L'amaca di Michele Serra, per fare un esempio, ai tempi del glorioso Cuore sarebbe stata di diritto uno dei cinque motivi per i quali vivere. Ma certe notizie fanno male. Poterle rileggere in silenzio, rifletterci su, sentirsi crescere dentro l'indignazione e lo sconforto: anche questo rischia il lettore di un quotidiano. Ti si guasta l'umore. Come quando leggi che uno studente di 14 anni, Diego, si è ucciso per le prese in giro dei compagni di classe. Lo deridevano per i suoi voti alti, per il suo amore per lo studio, per la dedizione ed il senso di responsabilità che lo portavano a disertare i cosiddetti "scioperi" (beata ignoranza) con i quali chiunque abbia frequentato le superiori ha dovuto fare i conti. Gli davano del secchione, del crumiro, chissà cos'altro. Come ha spiegato una volta per tutte William Golding ne Il signore delle mosche, ad una certa età si è capaci di una cattiveria totale, incondizionata, crudele nei confronti del diverso che si è scelto di emarginare e punire. Non credo nella redenzione degli esseri umani, figurarsi in quella degli insetti. Eppure sono convinto che fior di psicologi, opinionisti, sacerdoti si affanneranno ad invocare comprensione e clemenza per quanti abbiano provato soddisfazione nel vessare quel povero ragazzo. Nè fatico ad immaginare l'indignazione con cui i genitori di questi giovani prepotenti, insensibili e maleducati difenderanno quei capolavori dei loro figli dalle "infamanti accuse" (a proposito, chi li ha educati?). Sono gente perbene, loro. E poi non è forse l'Italia il Paese che trasforma delinquenti ed assassini in star mediatiche, garantendo loro quei guadagni che nega a ricercatori, laureati, a chiunque sbarchi onestamente il lunario? Bene. Nella certezza pessimistica che quanto sto per dire non accadrà ma con l'ostinata speranza che succeda, auguro a questi ragazzi una vita di merda. Che il rimorso e la vergogna impediscano loro di proseguire negli studi, di avere una vita felice, di trovare lavori che li soddisfino, affetti che li appaghino, speranze che li confortino. Mi rivolgerò direttamente a loro. Diego si è ucciso perchè era migliore di voi, perchè la vostra cattiveria lo umiliava e lo disgustava, perchè non aveva niente a che spartire con la vostra ignoranza, col vostro orgoglioso odio per la cultura, lo studio e la fatica, con le vostre pettinature idiote e il vostro gergo da analfabeti, con la vostra musica da trogloditi e le vostre volgarissime mutande fuori dai pantaloni, con i vostri passatempi stupidi, con tutti quei segni esteriori e vuoti di appartenenza ad un branco, ad un gregge, ad una massa indistinta di pecore che si risparmiano la fatica di pensare e respingono, fondamentalisti in erba, chi non si uniforma, chi è più educato, chi è più sensibile, chi si sente rifiutato e si lascia schiacciare. Da vivo, Diego vi umiliava con la sua preparazione, coi voti alti che neanche un miracolo vi avrebbe fatto ottenere. La sua morte vi umilia come esseri umani, è la prova della vostra miseria, della vostra dannosità, del vuoto e del marcio che avete dentro. E' l'obelisco del vostro fallimento.

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Categorie: scatarro sui giovani |commenti (29)

 

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